city road landscape man
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Quando ti inviano un Power Point di 97 pagine con richiesta di feedback, ecco quello che vorresti scrivere.

La grafica è intollerabile. Il linguaggio è tendenzialmente retorico, prolisso, a tratti, viscidamente rivendicatorio.

La bontà dell’iniziativa è sicuramente apprezzabile. In un certo senso c’è un tot di romanticismo nell’immaginarsi un uomo anche di una certa cultura che “traffica” con le immagini riesumando “rondinelle” da un clip art fine ’95.

Il font di 15 punti color azzurro Tiffany, con testo centrato, ti fa piombare in una sorta di Sindrome di Stoccolma con punte di allucinazioni lisergiche quasi gradevoli che, onestamente, ti portano lontanissimo dalla eventuale bontà del messaggio. Penso al punk, penso pure che il ’77 è passato e i Ramones hanno ceduto i diritti a Zara. Che tristezza…

Torniamo a noi. Verso pagina 9 ho incominciato a pensare che in 15 anni di lavoro nel settore dell’effimero/comunicazione/aria fritta,  ho perso inutilmente tempo dietro alla forma delle cose e forse ho venduto solo quella. Il tempo nel quale (?) sto/stiamo (Pavese non me ne voglia RIP) vivendo, è vuoto come il Selfie che non trasmette nulla ma funziona se è perfetto di luci, ambientazioni, outfit e vien postato al giusto orario (tipo antibiotico).

La verità. L’ho solo scorso… questo fa  “IL GURU”. Lo passerò a Christian che lo leggerà e trasformerà la critica sincera in un educato: Ma vaffanculo.
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