man with binary code projected on his face
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Non esiste un’identità digitale e un’identità “reale”. L’identità digitale è una proiezione Ri- pulita di ciò che siamo, ciò che facciamo ciò che guardiamo: insomma, siamo noi. Siamo noi in un’altra dimensione, però siamo sempre gli stessi. Creiamo ganci, vendiamo una vita fatta di immagini migliori, siamo il riassunto di noi stessi, Agganciamo  altri esseri umani nella speranza di colmare la solitudine. Piccole cose diventano grandi eventi che trasformano la nostra giornata in un qualcosa che diventa senso. Ci stiamo impoverendo. Questo “giochino” ci rende ridicoli, perversi e deformati. Chi non ha identità nel reale non ha identità nella rete. Bastano cinque secondi per distinguere le persone. Chi ha qualcosa da raccontare, scrive, chi mostra se stesso non ha carattere ne identità si “accomoda” nell’artificio della foto in attesa di cuoricini, like e commenti. Arriva poi il reale, arriva sempre… arriva il tempo di far vedere cosa siamo. Ho conosciuto gente assurda, Persone che iniziano e finiscono nel loro stesso ritratto. Volevo solo dire questo…  e l’ho detto. Come sempre.

N.B.

Alcuni non sanno nemmeno cosa sia la personal reputation online quindi confondono il piano professionale con la sfera privata. Ci sono presenze “digitali” adeguate se ben tagliate professionalmente e presenze totalmente inadeguate. Non basta bloccare un profilo per credere di preservare la propria professione. Questi sono altri discorsi…. Rimane il fatto che comunicare è bene, però bisogna aver qualcosa da dire. Diversamente il silenzio o l’ascolto sono la cosa migliore. Anche la più bella faccia del mondo poi diventa noiosa…

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