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Il genitore “moderno” ha un obbligo partecipativo al quale non può rinunciare. La chat di classe.

Attraverso lo strumento gruppo è ormai pratica comune quella di istituire delle chat dove i genitori dibattono su temi quotidiani e organizzativi relativi ai propri figli. Nelle chat di classe ci si scambiano informazioni pratiche che in qualche caso possono anche risultare utili. Nella maggior parte dei casi, diventano luoghi di retorica dal basso profilo dove  il genitore “illuminato” dispensa perle di saggezza pedagogica, sociale e morale. Quando le cose non vanno per il giusto verso – note collettive, atteggiamenti devianti del gruppo, piuttosto che del singolo, etc – queste chat diventano   un crocevia di sgrammaticate proteste rivolte al corpo docente che poi diventano lotte tra genitori che verso sera si spengono come cerini al vento.

La chat di classe si accende quando c’è un problema ritenuto collettivo… Prendiamo la “nota di classe”. Oggi, attraverso il registro elettronico abbiamo la possibilità di monitorare in tempo reale il rendimento dei nostri figli. Purtroppo, il corpo docente non si limita al voto, piuttosto, quotidianamente troviamo “note” rivolte al gruppo che accendono gli animi del bravo genitore moderno, che ovviamente non h gli strumenti per parlare di gruppo, piuttosto scatena la caccia al colpevole. Dinamica normale per un popolo che vota Salvini! Stigmatizzare a gogo!!!

Abbiamo quindi due poli: il genitore moderno attento e l’insegnante “informatizzato”: un connubio letale!

Il docente “informatizzato” usa il registro elettronico come strumento repressivo. Il mito dell’attività curriculare informatizzata è usato come un revolver puntato alla tempia dei nostri figli. Tutto rimane scritto e verificabile in pochi secondi!! Nel nostro immaginario visualizziamo nel futuro lucente dei nostri pargoli l’arrivo del grande giorno. Ad Harvard (sì perchè il genitore moderno ti spedirà all’estero) un attento Rettore  andrà ad esaminare la candidatura dei nostri figli, quindi la nota sul registro elettronico è peggio di una coltellata nel fegato. I docenti vivono l’incubo della digitalizzazione scolastica al pari dei genitori. Ci troviamo quindi quotidianamente a dover sopportare una sfida effimera, sterile, patetica. Il corpo docente delega la chat ai genitori e i genitori delegano al docente la formazione. Non è un paradosso??

Il mio consiglio è starne fuori. Non commentare, non sbilanciarsi, non scrivere… Non è una questione di leggerezza o disinteresse, piuttosto uno stile di vita che in molti dovrebbero adottare. La chat di classe è inutile, è la rappresentazione di quanto siamo diventati voraci e maniaci del controllo. La scusa è l’amore. Amore per il prossimo, amore per il futuro dei nostri figli. Vogliamo essere presenti ma questa presenza sta diventando controllo e repressione.

Non vedo grande evoluzione da quando negli anni ’70 le mamme si conoscevano a malapena. Ci si dava del “Lei” e noi eravamo liberi di giocare in mezzo alla strada.

 

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