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La prima volta che  scrissi di politica, fu al primo anno del Liceo.

Per fare bella figura, in un passaggio dell’elaborato dichiarai di non avere un vero e proprio credo politico. L’impianto ideologico comunista non mi affascinava e tantomeno condividevo le idee della destra, pertanto mi dichiarai di centro. Il mio centro era matematico, nemmeno sapevo dei moderati cattolici: la Dc (Democrazia Cristiana). Questa mia dichiarazione sottintese due cose. La prima. Di politica non capivo un cazzo. La seconda. Dato che la Professoressa portava calze auto reggenti e mi piaceva, se mi fossi esposto prendendo una posizione diversa dalla sua, qualsiasi possibilità di matrimonio sarebbe stata da escludere. Non era sesso, immaginavo la nostra vita come quella di una normale coppia. Lei al lavoro ed io a casa a guardare le repliche di “love boat” aspettando il suo ritorno. Non andò così. Il risultato fu il mio primo 5 in italiano però imparai una grande lezione. Non prendere posizioni politiche non ci salva dalla politica. Le donne che portano calze auto reggenti non si sposeranno mai con uno che guarda love boat.

Secondo capitolo.

Se dovessi affrontare lo stesso tema oggi, non avrei dubbi. Manderei il mio selfie con Salvini alla Prof. In definitiva, “libertà è partecipazione”.

 

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